marzo 08, 2010

Martedì 9 Marzo incontro: BIODIGESTORE – DURAZZANINO

liquameL’Associazione Clan-Destino organizza per Martedì 9 Marzo alle ore 21:00 presso il circolo ARCI di Durazzanino, in Via Ravegnana 497, un’assemblea pubblica per informare la cittadinanza in merito alla richiesta di costruzione di un impianto di Biodigestione di prodotti agricoli, finalizzato alla produzione di energia elettrica, da ubicare nella località di Durazzanino.

Come già accaduto in altre occasioni, i progetti di costruzione di questi impianti vengono depositati presso gli Enti competenti, vengono avviate, poi, le procedure di richiesta di autorizzazioni e i proponenti regolarmente si “dimenticano” di informare e, magari, coinvolgere i cittadini dei territori limitrofi.

Rimanendo coerenti con gli scopi che hanno da sempre guidato le attività dell’Associazione, anche in questa occasione, il Clan-Destino si propone di fare innanzitutto una corretta informazione, perché la ritiene un principio fondamentale su cui si deve basare la libertà di scelta, e inoltre di aprire un momento di discussione e di scambio di opinioni fra i cittadini, i proponenti, le Amministrazioni e persone esperte in materia.

A questo proposito sono stati, infatti, invitati in qualità di ospiti relatori il proponente Roberto Guardigli, accompagnato dal progettista Ing. Federico Gavagnin, che ci illustreranno l’impianto di Biodigestione e ci spiegheranno i motivi che hanno indotto tale scelta.

Mentre per descrivere in generale i “pro e i contro” della biodigestione e per spiegare le idee che da anni il Clan-Destino sta portando avanti è stato invitato il biologo di fama internazionale Prof. Gianni Tamino (docente di Diritto Ambientale all’Università di Padova).

Da anni, infatti, il Clan-Destino sostiene che le centrali a biomasse e i biodigestori non rappresentino la salvezza per l’agricoltura e non risolvano il problema energetico, soprattutto se il materiale per alimentarle viene coltivato al solo scopo di produrre energia, anziché derrate alimentari. Queste tipologie di impianti possono avere una sostenibilità e una utilità solo qualora utilizzino materiali di scarto da altre lavorazioni situate in loco e riutilizzino, poi, l’energia prodotta principalmente per il fabbisogno dell’azienda e non, come spesso accade, importino da centinaia di chilometri di distanza la materia prima per il loro sostentamento e producano energia al solo scopo di realizzare fatturato.

Interverranno anche il Sindaco di Forlì Prof. Roberto Balzani e l’Assessore all’Ambiente Ing. Alberto Bellini che avranno l’opportunità di illustrare la politica che il comune intende portare avanti in tema di agro energie, mentre il Dr. Gianni Gregorio (Unità Ambiente del Comune di Forlì) ci spiegherà a che punto è l’iter procedurale comunale a cui è soggetto tale impianto per poter ottenere tutte le necessarie autorizzazioni.

Certi che sarà una serata di elevato spessore informativo invitiamo tutti i cittadini a partecipare per poter esprimere la propria opinione su questo tipo di progetto.

Associazione Clan-Destino O.nl.u.s.

marzo 08, 2010

IMPORTANTE !! VOTATE Tutti CONTRO GLI OGM

sul sito del Ministero delle politiche agricole ci sono una serie di sondaggi dal titolo IL PARERE DEI CITTADINI.

Andate a questa pagina e votate contro gli ogm e fatevi sentire su tutti gli altri sondaggi sulla sicurezza alimentare ed ambientale:

http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/content/collectedinfo/24559

Fra i vari sondaggi trovate quello che dice:
“La Commissione europea ha deciso di dare il via libera alla coltivazione della patata gm Amflora. Cosa ne pensi?”


Hai già votato per questo sondaggio solo poca gente… e di nascosto.

La Commissione europea ha deciso di dare il via libera alla coltivazione della patata gm Amflora. Cosa ne pensi?
Sono contrario perché penso che gli Ogm siano dannosi sia per ambiente che per la salute
29%
Voti: 1407
Sono contrario perché credo che gli Ogm impoveriscano la terra e l’economia agricola
21%
Voti: 1022
Sono favorevole perché gli Ogm sono il futuro
38%
Voti: 1840
Sono favorevole perché penso che gli Ogm non siano dannosi per la salute
11%
Voti: 511
Numero dei voti ricevuti fino a questo momento: 4780

marzo 08, 2010

Lettera della Dott.ssa Gentilini: spesa farmaceutica

Carissimi,
allego alla presente articolo di ESPRESSO DEL 11 MARZO 2010 “LA SPESA CORRE IN CORSIA” che riprende il discorso del vertiginoso incremento dei costi della spesa farmaceutica ospedaliera specie oncologica.
Io dal 2001 ho l’incarico specifico di Dirigente Responsabile della STRUTTURA SEMPLICE DIPARTIMENTALE “FARMACOLOGIA CLINICA E FARMACOECONOMIA”     ed è registrando tale vertiginoso incremento di spesa, non sempre giustificato da parallela efficacia clinica, che innanzitutto ho scritto che era necessario pensare non piu’ alla Farmacologia ma alla FARMACOSOFIA come nuova scienza del terzo millennio e parallelamente sono diventato AMBIENTALISTA RADICALE PER NECESSITA’, come riportato nel fondo di prima pagina di TERRA quotidiano ecologista del 28 febbraio 2010.
io ho avuto la possibilità di vedere la necssità economica del piu’ radicale intervento di difesa dell’Ambiente inteso come PREVENZIONE PRIMARIA e cosi la storia sia personale che professionale della mia vita è completamente cambiata negli ultimi 4 anni.
MERCOLEDI 24 MARZO ALLE ORE 18 PRESSO LA LIBRERIA FELTRINELLI DI PIAZZA DEI MARTIRI IN NAPOLI AVRO’ IL GRANDE ONORE DI PRESENTARE UFFICIALMENTE IL LIBRO DI EMILIANO FITTIPALDI DE “L’ESPRESSO” “COSI’ CI UCCIDONO” . NEL LIBRO Emiliano racconta tutte le storie a lui note di danno all’ambiente con le obbligate ricadute sulla salute di tutti. Emiliano ha girato per lavoro tutta l’Italia, racconta di tutta l’Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, ovviamente non potendo certo tralasciare , lui napoletano, la CAMPANIA.
Leggendo il suo libro, ancora di piu’ la mia decisione di essere un medico ambientalista radicale ne esce assolutamente confermata.
SE NON CI DECIDIAMO CON EFFICACIA A INVESTIRE RISORSE ED IMPEGNO CIVILE IN PREVENZIONE PRIMARIA CON LA TUTELA DELL’AMBIENTE, DOBBIAMO DIRE ADDIO AL MASSIMO ENTRO 5 ANNI , AL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE PUBBLICO COSI’ COME LO INTENDIAMO OGGI.
E ANCHE NOI AL PASCALE, LAVOREREMO SOLO PER ASSICURARE IL MIGLIORE STABULARIO UMANO ALLE DITTE FARMACEUTICHE PER SAGGIARE I LORO PRODOTTI PIU’ COSTOSI SOTTO BREVETTO. GLI ALTRI AMMALATI: NON SERVONO, MEGLIO LASCIARLI FARE ……TESTAMENTO BIOLOGICO…!
ALLEGO PERTANTO ANCHE LE MIE RIFLESSIONI personali SULL’ARGOMENTO
CORDIALI SALUTI
ANTONIO MARFELLA

vedi allegati:
Acque velenose

febbraio 27, 2010

Tumore causato dall’uso del cellulare

Riportiamo da www.corriere.it

La Corte d’Appello di Brescia ha condannato l’Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno

MILANO — L’uso prolungato del telefono cellulare è «concausa» dei tumori al nervo trigemino: per questo la Corte d’Appello di Brescia ha condannato l’Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno.

Innocente Marcolini, 57 anni, di Carpenedolo, era stato operato per l’asportazione di una neoplasia al nervo della faccia ed è rimasto invalido all’80%. Per la prima volta un giudice ha sancito un nesso di causa tra quella malattia e l’esposizione alle onde elettromagnetiche dei cellulari. Angelo Levis, genetista di Padova: «I giudici hanno dato credito a uno studio del professore svedese Lennard Hardell». Il manager bresciano dice: «Spero che il mio caso aiuti almeno a creare norme di tutela per i consumatori e per i ragazzi»

febbraio 20, 2010

Interrogazione: traffico per la centrale di Russi e risposta Prov. FC

Interrogazione: vedi allegato

Risposta PROVINCIA FC: Risposta Provincia 2010-02-08

febbraio 15, 2010

news – ambient ambi&nti: Biocombustibile dalla spazzatura

Biocombustibile dalla spazzatura: è la nuova frontiera dei carburanti per autotrazione. Auto ecologiche, ridimensionate nel rispetto dell’ambiente, risolto il problema delle discariche, la spazzatura diventa una risorsa.

di Gianni Avvantaggiato

La 103esima edizione del Salone dell’auto di Detroit si è conclusa. L’auto show più importante del mondo quest’anno ha segnato la svolta dell’industria automobilistica verso la produzione delle auto ecologiche.

<p>auto ibrida - dettaglio</p>auto ibrida – dettaglio

Ibride, cioè con motore a scoppio ed elettrico, presentate dai grandi gruppi come Fiat, Toyota, Honda, Volkswagen, Bmw e la cinese Byd Auto. Oppure a batteria agli ioni di litio della nuova Leaf prodotta da Nissan.

<p>auto elettrica - dettaglio</p>auto elettrica – dettaglio

Il tema conduttore della mostra d’automobili statunitense, però, è stato il downsizing, la tendenza, cioè, dei costruttori a produrre auto ridimensionate nel rispetto dell’ambiente. Oltre che, ovviamente, migliorare i risultati economici dell’azienda, perseguito attraverso una politica di riduzione dei costi. Per l’occasione la Ineos, azienda chimica britannica, ha fatto sapere da Londra  che l’auto alimentata a spazzatura è una realtà. L’azienda inglese nel 2008 si disse in grado, entro due anni, di ricavare 400 litri di bioetanolo da ogni
 tonnellata di scarti biodegradabili e oggi conta di iniziare la produzione industriale. E la promessa è diventata realtà.

<p>auto ibride - esposizione</p>auto ibride ridimensionate – esposizione

Il procedimento tecnologico consiste sostanzialmente in tre fasi: si cuoce la spazzatura ad altissima temperatura fino a ridurla allo stato gassoso e si danno poi i gas in pasto a speciali batteri naturali che se ne servono come materia prima per generare bioetanolo grezzo. L’azienda provvede poi a trasformalo in bioetanolo purificato.

<p>un vagone cisterna mentre viene caricato di bioetanolo</p>un vagone cisterna mentre viene caricato di bioetanolo

Il bioetanolo purificato deve però essere miscelato con la benzina super oppure con il diesel. Tuttavia questo procedimento tecnologico di riciclaggio della spazzatura basterà, secondo le previsioni di Ineos, a ridurre i gas nocivi dell’effetto serra di ben il 90% e punta a ridurre di circa il 10%, il fabbisogno di benzina in Europa e Nord America. Un altro vantaggio di questo procedimento è di utilizzare non più prodotti agricoli sottratti alla produzione alimentare e con un impatto negativo sull’ambiente ma spazzatura biodegradabile asciutta.

<p>Giuseppe Savino - presidente Amiu Bari</p>Giuseppe Savino – presidente Amiu Bari

Abbiamo chiesto al presidente dell’Azienda Municipalizzata Igiene Urbana di Bari, Giuseppe Savino, se anche la sua azienda, oggi dotata di un impianto di biostabilizzazione, sarebbe in grado di portare a termine un progetto simile. «Si, tecnicamente è un’operazione possibile – risponde il presidente dell’Amiu -; bisogna vedere il bilancio economico di un’operazione di questo tipo, capire che costi possono avere gli impianti, qual è il ritorno economico dal punto di vista del prodotto. Poi non bisogna tralasciare il ritorno dal punto di vista ambientale, se ad esempio il procedimento chimico crea problemi. Bisogna tenere conto di tutti questi elementi e poi valutare i pro e i contro. È comunque un’altra possibilità che ci si offre, di recupero. La trasformazione di un problema in risorsa».

26 gennaio 2010

febbraio 15, 2010

Risparmio energetico: una soluzione possibile LA GEOTERMIA

febbraio 15, 2010

RASSEGNA – Ravenna e dintorni – Nucleare

Romagnaedintorni.it
Petri: «Il no del sindaco è ideologico »
Se dal sindaco è stato ribadito un “no no chiaro e tondo al nucleare” che, secondo lui, metterebbe in pericolo l’equilibrio economico del territorio fondato su turismo e industria e per cui quindi non esistono compensazioni possibili, dal coordinatore del Pdl comunale Roberto Petri arriva invece un’apertura. LEGGI L’ARTICOLO

febbraio 15, 2010

NEWS: “Roba per Vasco”: 5 agende spaventano l’Emilia

L’elemosiniere rosso della fallita Coopcostruttori di Argenta: “sequestrate a un imputato dell’inchiesta Laguna pulita e sepolte nel fascicolo processuale. E’ l’attuale presidente della Regione Emilia quello continuamente citato?”

Strumenti utili

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Chi sarà quel «Vasco» citato in continuazione nelle cinque agende sequestrate dai carabinieri di Comacchio a un imputato dell’inchiesta Laguna pulita, variante in chiave adriatica di Mani pulite? E perché «Vasco» è spesso associato ai soldi, ai lavori pubblici, alle riunioni di partito e a un sostantivo molto equivoco – «il 17 roba a Vasco», «roba piscina Vasco» – che richiama alla mente traffici illeciti? Siamo in Emilia Romagna, e dovendo escludere per deduzione logica che il riferimento sia al cantautore Vasco Rossi, l’ipotesi che suggerisce Giovanni Donigaglia, ex padre padrone della fallita Coopcostruttori di Argenta, il più grande elemosiniere nella storia del Pci-Pds-Ds, è che possa trattarsi di Vasco Errani, all’epoca dei fatti segretario del Pci di Ravenna, attualmente governatore (da 11 anni) dell’Emilia Romagna, candidato alla successione di se stesso nelle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, unico esponente del Partito democratico legato al segretario Pier Luigi Bersani anche da una solida amicizia personale.
«Siccome in una delle ultime puntate di Annozero il senatore Maurizio Gasparri del Pdl ha invitato Michele Santoro a chiedere a Bersani per quale motivo non va a informarsi da Donigaglia su come le coop rosse finanziavano il Pci, ho deciso che non fosse più il caso di tenere questo segreto solo per me», si fa vivo l’ex amministratore della Coopcostruttori, «1.500 euro al mese l’ultimo stipendio da presidente, quanto un capomastro», nel curriculum cinque ordini di cattura, 37 processi e mai una condanna. Un duro che nei quasi 365 giorni di detenzione accumulati fra custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari è rimasto più chiuso delle vongole e più sfuggente delle anguille che si pescano nel delta del Po.

Sono cinque agende compilate negli anni 1985, 1989, 1991, 1994 e 1995 dall’ingegner Vittorio Savini, ravennate, arrestato nel luglio 1995 con Donigaglia e altre tre persone per corruzione e turbativa d’asta. Savini era il direttore dei lavori di un gigantesco appalto vinto dalla Coopcostruttori di Argenta, sponsor storica di Botteghe Oscure e quarta impresa italiana di costruzioni dopo Impregilo, Astaldi e Condotte, che per 40 anni ha avuto in Donigaglia il suo deus ex machina e che nel 2003 è fallita nonostante le solenni promesse di salvataggio pronunciate da Massimo D’Alema, da Piero Fassino, dalla Lega delle cooperative e dall’Unipol.

Le opere pubbliche, commissionate dall’amministrazione comunale socialcomunista di Comacchio, cominciarono a metà degli anni Ottanta e furono ultimate nel 1995. Riguardavano fognature, acquedotto, risanamento ambientale, canali e lavori a mare in quella che viene definita la «piccola Venezia», per un importo di 20 miliardi di lire, in parte finanziato con fondi statali Fio (Fondo impresa occupazione). Secondo l’accusa, l’ingegner Savini, un libero professionista che è stato anche assessore del Pci in Provincia a Ravenna e al Comune di Russi, gestiva le tangenti («nell’ordine del 3 per cento», specifica Donigaglia) d’intesa con Massimo Pivanti, ingegnere capo del Comune di Comacchio. Al processo i due patteggiarono. Donigaglia e gli altri imputati, dopo aver affrontato tutti i gradi di giudizio fino alla Cassazione, se la sono invece cavata «per intervenuta prescrizione» davanti alla Corte d’appello di Bologna.

Il patteggiamento avrebbe steso per sempre una patina d’oblio sulla scottante vicenda se Donigaglia, attraverso i suoi avvocati, non avesse acquisito l’intero fascicolo processuale per potersi meglio difendere. E lì dentro, con sua grande sorpresa, ha trovato le fotocopie delle cinque agende di Savini. «Ho cominciato a esaminarle con attenzione e mi sono subito imbattuto in una serie di elementi che non possono essere sfuggiti ai magistrati e che avrebbero meritato un accurato approfondimento», spiega l’ex boss della Coopcostruttori di Argenta. «Anche perché l’ingegner Savini era uno di quelli che noi, nel gergo della prima Repubblica, chiamavamo “politecnici”, cioè tecnici al servizio della politica. Lo sapevano anche i lampioni che lui era il collettore delle tangenti per la federazione comunista di Ravenna presieduta da Errani».

Ora, si chiede Donigaglia, la Procura di Ferrara ha eseguito quell’accurato approfondimento? E la Procura di Ravenna avrà potuto prendere visione delle agende? Avviando quali indagini? Giungendo a quali conclusioni? Domande senza risposta. Eppure la natura delle annotazioni quotidiane, il più delle volte allusive ma a tratti molto esplicite, non sembra lasciare spazio a dubbi. Le agende dimostrano che l’ingegner Savini aveva contatti non occasionali con l’intero Gotha del Pci-Pds-Ds. Li aveva col deputato Davide Visani, oggi defunto, originario come Errani di Massa Lombarda, capo del partito a Ravenna e poi segretario regionale dell’Emilia Romagna, nonché componente della direzione nazionale del Pci, nominato coordinatore della segreteria nazionale del Pds da Achille Occhetto e confermato nell’incarico da Massimo D’Alema. Li aveva col senatore Vidmer Mercatali, in passato assessore provinciale e sindaco di Ravenna. Li aveva con l’attuale sindaco, Fabrizio Matteucci, già segretario provinciale e regionale dei Ds. Li aveva col suo predecessore Mauro Dragoni, che governò la città dal 1987 al 1992.
Ma l’unico che viene sempre citato da Savini col solo nome di battesimo è Vasco, «sicuro indizio di un rapporto molto confidenziale, più che di astuta riservatezza», chiosa Donigaglia. Con rimandi – «cena con Vasco», «cercare Vasco», «tel. Vasco», «da Vasco» – spesso ripetuti nello stesso giorno. Ogni tanto le citazioni diventano meno generiche e assai interessanti. 12 maggio 1989: «Il 17 roba a Vasco», con freccetta, sottolineatura e cancellature intorno. 19 ottobre 1989: «Roba piscina Vasco», con sottolineatura e cerchietto attorno al nome. La faccenda balneare si trascina dall’estate all’autunno inoltrato del 1989. 1 giugno: «Rob. (parole illeggibili) x piscina». 26 ottobre: «Roba piscina». Commenta Donigaglia: «Si parla di roba quando si vuole nascondere qualcosa. Durante Tangentopoli la roba aveva il significato rintracciabile nelle novelle siciliane di Giovanni Verga, lo lasci ben dire a me che oggi sono costretto, da pensionato, a lavorare a Ragusa per tirare avanti. Insomma, era un sinonimo di soldi. Io non avevo bisogno di usare questa perifrasi perché non ho mai tenuto un diario».
Le agende abbandonano il linguaggio iniziatico soltanto quando c’è di mezzo il Pci, forse perché in Emilia Romagna il partito era percepito come un’entità sovrana e impunibile. 29 maggio 1989: «Direz. prov.le Pci (illeggibile) £ 6.396.000». 30 maggio 1989: «Roba x Dir. 6 a (illeggibile)». Ma poi tornano cognomi e pseudonimi. 10 ottobre 1991: «Cena con Moretti 6 dati per G Co». 15 ottobre 1994: «Banca x Pci + Drago 11,9 m.». Decritta Donigaglia: «Drago era l’abbreviazione che Savini usava abitualmente parlando di Dragoni, sindaco di Ravenna. Un sussulto di prudenza. O si sarà vergognato a scrivere il cognome per esteso».

Nelle cinque agende compaiono sovente le sigle della galassia finanziaria rossa, soprattutto Lega Coop, Unipol e Conad, il che appare strano per un professionista incaricato solo di dirigere cantieri edili. Che politica e affari avessero finito per coincidere è ben testimoniato dal promemoria «Il Pci vende (illeggibile) area» (31 maggio 1989) e dalla «cena di lavoro Pci con Mercatali» (20 luglio 1989), un complemento di specificazione che, anche volendo tener conto dell’antica vocazione di partito dei lavoratori, risulta piuttosto incomprensibile: di quali problemi produttivi comunisti si sarà mai discusso a tavola?

«Io non so chi sia questo Vasco e che genere di roba ricevesse dall’ingegner Savini», tira le somme Donigaglia. «Però mi chiedo come sia possibile che ancor oggi, trascorsi 15 anni, nessuno abbia non dico indagato ma almeno portato all’attenzione dell’opinione pubblica le singolari coincidenze contenute in questi documenti. Adesso Errani ha una sola strada davanti a sé: dire se è o non è il Vasco citato nelle agende, spiegare se ebbe o non ebbe rapporti col direttore dei lavori che sovrintendeva alle opere pubbliche a Comacchio, confermare o smentire la fitta serie di contatti intercorsi fra i due e, in caso affermativo, precisare che roba voleva consegnargli o gli consegnò Savini. In fin dei conti per molto meno il suo ex vice in Regione, Flavio Delbono, ha dovuto dimettersi da sindaco di Bologna».

Ma l’ex presidente della defunta Coopcostruttori di Argenta va oltre: «Nella puntata di Ballarò dedicata al decennale della morte di Bettino Craxi, ho ascoltato sbalordito Bersani che si chiamava fuori, sostenendo che lui ai tempi di Tangentopoli era alle prime armi in politica. Oh bella, devo aver sognato, perché io invece mi ricordo d’aver pranzato con Bersani nella seconda metà degli anni Ottanta in un ristorante nei pressi della Fiera di Bologna e d’aver ricevuto una pressante richiesta affinché la mia cooperativa finanziasse la Festa nazionale dell’Unità. Cosa che ovviamente feci, visto che era il Pci a garantirmi la vincita degli appalti negli enti amministrati dalla sinistra. Di certo, se Bersani non m’avesse ingiunto di versare quei soldi, io mi sarei ben guardato dallo sprecare milioni di lire della Coopcostruttori per un’iniziativa che non aveva nulla a che vedere con le nostre attività. Se Bersani ha qualche vuoto di memoria in proposito, possiamo chiamare a testimone Roberto Soffritti, all’epoca sindaco di Ferrara, che partecipò al pranzo. Oppure organizzare un confronto in pubblico: gli lascio la scelta di giorno, ora e luogo».
Gira e rigira, è sempre lì che alla fine torna Donigaglia: al denaro che il partito drenò dalle casse della Coopcostruttori. «Il Pci era il nostro socio occulto e tramite la Legacoop interveniva direttamente nella gestione. Mi ordinò di salvare aziende decotte e persino di rilevare la squadra di calcio di Ferrara, la Spal. Quando fui arrestato, la senatrice Silvia Barbieri, poi cooptata nello staff del segretario Fassino, veniva a trovarmi in carcere a Verona dicendomi di resistere, ché il partito m’avrebbe aiutato. La terza domenica di maggio del 1993 – ero appena uscito di prigione – lo stesso Fassino mi aspettava al casello autostradale di Ferrara sud per informarsi su che cosa avessi rivelato durante gli interrogatori: “Mi raccomando, tieni duro”. Infine D’Alema, il 12 marzo 2003, davanti alla popolazione di Argenta radunata nella nostra sede, proclamò: “La Coopcostruttori è sana, la salveremo”. Si vede come l’hanno salvata».

febbraio 15, 2010

Progetto di Riconversione ex Eridania ha anche questo rischio…

Russi: Clan-Destino ha evidenziato nelle Osservazioni presentate dall’Associazione al Progetto di Riconversione ex Eridania

anche questo rischio…


ESPLOSIONE  DISTRUGGE CENTRALE ELETTRICA NEGLI STATI UNITI :

questi eventi non sono “improbabili” ed i  rischi non sono  certo “trascurabili”

Middletown è la cittadina nel Connecticut dove nei giorni scorsi è esplosa una centrale elettrica che, seppur  situata oltreoceano a migliaia di Km di distanza, ha molteplici aspetti e situazioni che la avvicinano a Russi: una centrale elettrica  definita  ad “energia pulita”, un metanodotto   propedeutico al funzionamento dell’impianto, la localizzazione nei pressi di un fiume e all’interno di un’area  umida a protezione ambientale  speciale,  la preoccupazione dei cittadini che in ogni maniera hanno cercato di osteggiarne la costruzione e, come a Russi, un’ amministrazione che esclusivamente  per puro business, ha fortemente voluto questo impianto e lo ha “imposto” ai cittadini.

Il proponente garantiva  che sarebbe stato un impianto “sicuro”,  in fase di costruzione, progettato con le migliori tecnologie disponibili per il quale un incidente risultava praticamente impossibile.

Ma impossibile non è stato: 5 persone sono morte,  decine sono rimaste gravemente ferite, il boato si e’ udito fino a 50km di distanza  e le case situate  entro un raggio di  7/8 km, sono state scosse  fin dalle fondamenta, crollando o subendo gravissimi danni  strutturali.

Nell’ambito della redazione delle osservazioni  relative al progetto di costruzione della centrale elettrica presentato da PowerCrop per Russi e  depositate  in Regione, la nostra Associazione ha preso in considerazione  anche questa eventualità che, seppur remota, potrebbe comunque accadere…..e quanto accaduto in America ne e’  la palese testimonianza

Cosa succederebbe  a Russi se un evento simile si verificasse in un impianto, praticamente “incuneato” nel tessuto urbano densamente popolato ??  Che conseguenze avrebbe  tale eventualità su Palazzo San Giacomo situato ad appena 140 metri dal sito e definito il “gioiello di Russi ” e sulla villa romana, una  delle piu’ importanti in Italia??

Domande che, al di là di quanto successo oltre oceano, un’amministrazione lungimirante e di buon senso dovrebbe  per lo meno porsi e finalmente pretendere dai proponenti una soluzione condivisa dalla città, rispettosa  dei cittadini e del territorio , che possa portare rapidamente  e non tra alcuni anni , risposte  concrete in termini di occupazione.