giugno 12, 2010

CELLULARI E TUMORI …… IL RISCHIO C’E’

Esiste una relazione tra uso di telefoni mobili (compresi i cordless) e aumento del rischio di tumori cerebrali e al nervo acustico, lo riconfermano Hardell e Levis, ricercatori indipendenti.
Mentre dal Progetto Interphone escono dati tranquillizzanti soprattutto in quanto gli studi sono condotti per pochi anni (3-5). Ma la situazione cambia radicalmente se questi dati vengono rianalizzati tenendo conto di ovvie considerazioni. Se si considerano i dati relativi a persone con almeno 10 anni di latenza (dall’inizio dell’uso dei telefoni mobili) e i soli tumori ipsilaterali (sviluppati sullo stesso lato della testa sul quale viene abitualmente appoggiato il telefonino) il rischio aumenta quasi del doppio.
Il effetti se si cerca dopo 3 o 5 anni un tumore che ha bisogno di almeno 10 anni o più di latenza per potersi sviluppare …….. è facile non trovare niente !
Poi considerando che il Progetto Interphone e “cofinanziato per più del 50% dal Mobile Manufacturers Forum (l’ente che accorpa 12 tra le principali industrie di telefonia mobile)”, come sotto ben evidenziato, diventa ancora più facile non trovare niente!

http://isdepalermo.ning.com/profiles/blogs/angelo-levis-cellulari-e-1?xg_source=activity

febbraio 27, 2010

Tumore causato dall’uso del cellulare

Riportiamo da www.corriere.it

La Corte d’Appello di Brescia ha condannato l’Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno

MILANO — L’uso prolungato del telefono cellulare è «concausa» dei tumori al nervo trigemino: per questo la Corte d’Appello di Brescia ha condannato l’Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno.

Innocente Marcolini, 57 anni, di Carpenedolo, era stato operato per l’asportazione di una neoplasia al nervo della faccia ed è rimasto invalido all’80%. Per la prima volta un giudice ha sancito un nesso di causa tra quella malattia e l’esposizione alle onde elettromagnetiche dei cellulari. Angelo Levis, genetista di Padova: «I giudici hanno dato credito a uno studio del professore svedese Lennard Hardell». Il manager bresciano dice: «Spero che il mio caso aiuti almeno a creare norme di tutela per i consumatori e per i ragazzi»