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	<title>ASSOCIAZIONE ONLUS - Clan-Destino per i cittadini e per l&#039;ambiente &#187; 01 &#8211; News</title>
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		<title>Mozzarella blu. Granarolo sapeva e taceva?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 06:25:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Notizie varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: http://www.aduc.it/notizia/mozzarella+blu+granarolo+sapeva+taceva_119251.php
Un sopralluogo nella sede della Granarolo, una delle piu&#8217; conosciute industrie alimentari italiane, ha permesso alla procura di Torino di raccogliere prove importanti sulla situazione della ditta tedesca che ha prodotto le &#8216;mozzarelle blu&#8217;: i tecnici della Granarolo, infatti, si erano accorti che in quell&#8217;azienda non tutto funzionava a regola d&#8217;arte, e avevano scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #eeeeee; margin-top: 2px; margin-right: 4px; margin-bottom: 2px; margin-left: 0px; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; padding: 2px; border: 1px solid #666666;" src="http://www.aduc.it/generale/files/image/2010/luglio/mozzablu.jpg" alt="" />Fonte: <a href="http://www.aduc.it/notizia/mozzarella+blu+granarolo+sapeva+taceva_119251.php">http://www.aduc.it/notizia/mozzarella+blu+granarolo+sapeva+taceva_119251.php</a><br />
Un sopralluogo nella sede della Granarolo, una delle piu&#8217; conosciute industrie alimentari italiane, ha permesso alla procura di Torino di raccogliere prove importanti sulla situazione della ditta tedesca che ha prodotto le &#8216;mozzarelle blu&#8217;: i tecnici della Granarolo, infatti, si erano accorti che in quell&#8217;azienda non tutto funzionava a regola d&#8217;arte, e avevano scritto i loro dubbi su documenti ora raccolti dagli investigatori. La scoperta e&#8217; stata fatta ieri dagli ispettori di polizia giudiziaria inviati dal pm Raffaele Guariniello nella sede della societa&#8217; italiana.<br />
Granarolo ha avuto frequenti contatti con la Milchwerk Jager Gmbh, dalla quale acquistava del formaggio a pasta filata poi rivenduto come provola dolce. Nel corso degli anni sono stati fatti numerosi &#8216;audit&#8217; (valutazioni e controlli di dati e procedure) da cui risulta che la ditta tedesca, secondo gli emissari della stessa Granarolo, non rispettava gli standard: nelle carte si parla di &#8216;non conformita&#8221;. In uno dei documenti si puo&#8217; leggere che la Jager, pur ammettendo i rilievi mossi dagli italiani, li ha lasciati &#8216;irrisolti&#8217; o &#8216;risolti solo in parte&#8217;. Dal materiale raccolto dagli investigatori risulterebbe che Granarolo ha continuato a fare acquisti in Germania perche&#8217; era troppo difficile trovare un altro fornitore.<br />
A partire dallo scorso maggio, nel prodotto &#8211; di origine tedesca &#8211; ci sono state delle segnalazioni in cui si lamenta la presenza di muffe.</p>
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		<title>Vacanze al mare, allarme per le ciambelle per bambini</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 06:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[01 - News]]></category>

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		<description><![CDATA[Divertenti e colorati. Ma molto spesso pericolosi. Materassini, canotti, ciambelle e i vari galleggianti dalle più diverse forme che affollano le spiagge e le piscine sono spesso un serbatoio di sostanze tossiche, particolarmente aggressive nei confronti dei bambini. È questa la denuncia del test che il settimanale il Salvagente pubblica nel numero in edicola da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/07/salvagente.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-628" title="salvagente" src="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/07/salvagente-150x150.jpg" alt="salvagente" width="150" height="150" /></a>Divertenti e colorati. Ma molto spesso pericolosi. Materassini, canotti, ciambelle e i vari galleggianti dalle più diverse forme che affollano le spiagge e le piscine sono spesso un serbatoio di sostanze tossiche, particolarmente aggressive nei confronti dei bambini. È questa la denuncia del test che il settimanale il Salvagente pubblica nel numero in edicola da domani – e in vendita da oggi nel nostro negozio on line &#8211; con tutti i nomi dei prodotti che possono mettere in pericolo i nostri bambini. Alcuni modelli analizzati, infatti, sono persino progettati male: concepiti per i più piccoli, ne mettono a rischio la vita in acqua.<br />
È per questo l’ente certificatore tedesco Tüv Rheinland, che ha sottoposto ad accurate prove i 28 articoli di galleggiamento acquistati poche settimane fa in alcune località di villeggiatura italiane,  ne ha bocciati 13, quasi la metà.</p>
<p>Un pieno di chimica<br />
Il campione di squali, ciambelle, automobili e materassini galleggianti è stato raccolto negli stessi punti vendita che frequentano le famiglie. Nei grandi magazzini, nei negozi che traboccano di gonfiabili a pochi metri dalla spiaggia, ma anche dagli ambulanti, che arrivano in riva al mare con il loro carico colorato e attirano i bambini come il miele con le mosche.</p>
<p>Meglio quelli dei grandi magazzini<br />
Tutti i prodotti campionati sono made in China, ma &#8211; forse è solo per caso &#8211; il canale di vendita si è dimostrato influente nel diverso grado di sicurezza dei prodotti. Molte volte a norma nei grandi magazzini, i galleggianti sono risultati più spesso scarsi e pessimi rispettivamente negli altri due punti, i piccoli negozi e gli ambulanti.</p>
<p>Troppo flatati, sono cancerogeni<br />
Nel 60% dei casi, la stroncatura dipende dalla presenza di ftalati, composti chimici aggiunti alla plastica per renderla morbida. Ma che sono riconosciuti come pericolosi perturbatori endocrini: rappresentano una seria minaccia per l’equilibrio ormonale dei bambini e un’ipoteca pesante sulla loro riproduzione da adulti.<br />
In ben 8 dei 13 bocciati gli ftalati superano il tetto di 0,1 mg/kg ammesso dalla norma. In un solo caso, nel Fish Ring, la dose velenosa si trova “soltanto” sulla plastica con cui è realizzato l’oggetto. Ma nei restanti 7 casi è presente persino nel beccuccio della valvola, con la conseguenza di esporre il bambino all’ingestione della sostanza tossica ogni volta che gonfia il galleggiante.</p>
<p>I bocciati<br />
A smerciare giocattoli d’acqua velenosi sono in tanti. E spesso si tratta di aziende italiane, che comprano in Cina senza curarsi della sicurezza di ciò che portano sulle nostre spiagge.<br />
Nel test, il caso più eclatante riguarda Giochi Preziosi, marchio nato nel 1978 e leader del mercato dei giocattoli. Si comporta bene con 4 dei 5 prodotti testati, tra i quali alcuni accompagnati da personaggi “cult”, come Hello Kitty e i Gormiti, ma scivola tra i peggiori con il suo pesce martello contenente ftalati.<br />
E ancora, sono bocciati entrambi i prodotti dell’importatore pugliese General Trade, il Dinosaur Rider della bergamasca Tercom e la ciambella di Spider Man importata dalla Mondo di Cuneo.<br />
Un caso a parte riguarda la Plast Point New, azienda padovana, che da oltre 30 anni lavora nel settore dei gonfiabili: firma tre dei cinque seggiolini galleggianti bocciati senza appello dal Tüv perché mettono a rischio la vita dei bambini.</p>
<p>Rischio annegamento<br />
“I produttori dovrebbero vedere i filmati delle prove per rendersi conto del pericolo”, dice Nicola Berruti, responsabile del dipartimento Prodotti del Tüv Italia. Il riferimento è ai seggiolini salvagente, appannaggio dei più piccoli, ma qualificabili come un attentato: nelle prove condotte dall’ente certificatore tedesco, questi galleggianti si sono sempre ribaltati, mandando sott’acqua il manichino. Se ci fosse stato un bambino senza un adulto accanto sarebbe annegato.</p>
<p>Norme non osservate<br />
La superficialità con cui vengono importati e messi in commercio prodotti così a rischio è enorme: non è tenuta in alcun conto la norma europea dedicata a questo tipo di salvagente, la En 13138-3. E questo dipende anche da mere considerazioni di convenienza economica. Spiega Berruti: “Verificare la sicurezza di un materassino costa circa 800 euro, per una mutandina galleggiante serve il triplo”.</p>
<p>Progettazione errata<br />
Il problema riscontrato è prima di tutto la errata progettazione: la mutandina è troppo alta e non immerge a sufficienza il piccolo ospite. In queste condizioni basta che il bambino si sporga un po’ per finire in acqua, con le gambe bloccate dall’imbraco.<br />
Tutti i seggiolini testati sono irregolari: secondo la norma europea dovrebbero avere due camere d’aria e invece ne hanno soltanto una. Non dovrebbero avere un aspetto attraente per i bambini, e invece sono confezionati come i giocattoli, a forma di automobilina con tanto di volante, per esempio. Giocose trappole mortali.</p>
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		<title>Scorie a Coccolia &#8211; Cinzia Pasi lancia un segnale d&#8217;allarme</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:44:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la nota dell&#8217;associazione Clan-Destino. &#8220;Arpa renda pubblici i risultati delle analisi e il sito sia messo immediatamente in sicurezza! Era il 2007 ed alcuni aderenti all&#8217;Associazione Clan-Destino segnalavano questi sacchi, alcuni recanti marchio di una nota azienda milanese che produce impianti per la siderurgia, abbandonati a ridosso del centro abitato di Coccolia.
Di questi si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo la nota dell&#8217;associazione Clan-Destino. &#8220;Arpa renda pubblici i risultati delle analisi e il sito sia messo immediatamente in sicurezza! Era il 2007 ed alcuni aderenti all&#8217;Associazione Clan-Destino segnalavano questi sacchi, alcuni recanti marchio di una nota azienda milanese che produce impianti per la siderurgia, abbandonati a ridosso del centro abitato di Coccolia.<br />
Di questi si è recentemente nuovamente occupata la stampa, evidenziando il ruolo di aziende locali e non, tutte coinvolte in questo &#8220;affaire&#8221; che sarebbe stato messo in piedi mirando al risparmio rispetto ad una corretta gestione e smaltimento di tali rifiuti.<br />
Pare trattarsi infatti di ben 2.500 tonnellate tra scarti di fonderia (12.596 ton ) e scorie di caldaia (piu&#8217; di 871 tonnellate) e cosidette &#8221; ceneri pesanti&#8221;, residuo di combustioni, che come tutte le ceneri sono un concentrato di possibili sostanze tossiche&#8230; <a href="http://www.piunotizie.it/news/pagina1011522-3984.html" target="_blank">LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></p>
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		<title>La politica inceneritorista deve dimettersi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:42:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;inceneritore di Pietrasanta è chiuso, posto sotto sequestro dalla Maggistratura, 6 dirigenti sono sotto inchiesta. Gravissimi i danni all&#8217;ambiente e alla salute i comitati che si battono da anni denunciando la pericolosità e inutilità di questi impianti, chiedono la chiusura definitiva
Anche l&#8217;inceneritore di Montale è sotto processo, però in questo caso  purtroppo&#8230;. niente sigilli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inceneritore di Pietrasanta è chiuso, posto sotto sequestro dalla Maggistratura, 6 dirigenti sono sotto inchiesta. Gravissimi i danni all&#8217;ambiente e alla salute i comitati che si battono da anni denunciando la pericolosità e inutilità di questi impianti, chiedono la chiusura definitiva<br />
Anche l&#8217;inceneritore di Montale è sotto processo, però in questo caso  purtroppo&#8230;. niente sigilli, e questo nonostante siano stati accertati altissimi livelli di contaminazione nei cibi (polli, uova, carne di manzo ecc) e anche nell&#8217;acqua, gli organi di controllo ARPAT e ASL si barcamenano cercando mille scuse per non proporre ai Sindaci le ordinanze di divieto di consumo e commercializzazione dei cibi contaminati, la Provincia, non revoca l&#8217;autorizzazione all&#8217;esercizio dell&#8217;impianto, i Sindaci (proprietari dell&#8217;inceneriotre) chiedono di non dover rispondere dei danni ai cittadini nel caso in cui il processo in corso arrivasse ad emettere condanne penali per la gravissima contaminazione verificatasi nel 2007.</p>
<p><a href="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/07/lapoliticainceneritorist.zip">Rassegna stampa</a> 2010</p>
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		<title>inquinamento modifica il genoma&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 05:20:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Così l’inquinamento modifica il genoma»
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INTERVISTA. Parla Ernesto Burgio, coordinatore nazionale del Comitato scientifico dell’Isde: «L’esposizione continua ad agenti nocivi come metalli pesanti e particolato ultrafine crea le premesse alle mutazioni che daranno origine ai tumori».
Ernesto Burgio, coordinatore del Comitato scientifico di Isde Italia, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata all’International Society of Doctors for the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/dna_500.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-607" title="dna_500" src="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/dna_500-150x150.jpg" alt="dna_500" width="150" height="150" /></a>«Così l’inquinamento modifica il genoma»<br />
<a style="color: #5797b0;" href="http://www.terranews.it/news/2010/02/%C2%ABcosi-l%E2%80%99inquinamento-modifica-il-genoma%C2%BB" target="_blank">http://www.terranews.it/news/2010/02/%C2%ABcosi-l%E2%80%99inquinamento-modifica-il-genoma%C2%BB</a></p>
<p>INTERVISTA. Parla Ernesto Burgio, coordinatore nazionale del Comitato scientifico dell’Isde: «L’esposizione continua ad agenti nocivi come metalli pesanti e particolato ultrafine crea le premesse alle mutazioni che daranno origine ai tumori».<br />
Ernesto Burgio, coordinatore del Comitato scientifico di Isde Italia, l’associazione dei medici per l’ambiente affiliata all’International Society of Doctors for the Environment, gira da anni il Paese per illustrare le nuove frontiere del dna, ed in particolare il fondamento scientifico delle modifiche del nostro programma genetico. Secondo molti scienziati sono alcuni fattori esogeni (inquinanti chimici, virus, radiazioni ionizzanti) a determinare una sorta di stress genetico, che nel giro di alcuni anni o decenni si traduce in vere e proprie mutazioni. Piuttosto che spendere ingenti somme nel settore sanitario solo per le cure, i medici e ricercatori dell’Isde indicano dunque da decenni la strada obbligata della prevenzione primaria: meglio evitare di costruire un impianto inquinante e inutile piuttosto che ignorarne le ricadute ambientali ed esser poi costretti a curare chi ne subisce gli effetti nocivi. In altre parole: meglio cominciare a combattere le cause dei tumori invece di puntare esclusivamente su cure costose e troppo spesso tardive. Terra ha incontrato Burgioo a Napoli. Nella giornata in cui molti Comuni hanno bloccato la circolazione alle auto per provare a contrastare i livelli di inquinamento atmosferico, le sue parole appaiono come un appello accorato alla comunità scientifica e alla società verso un’evoluzione culturale dell’approccio al legame tra salute ed ambiente.</p>
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		<title>RIVESTITI, RIUSAMI, RIGIOCAMI</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 09:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro rapporto con icombustibili fossili – afferma Rob Hopkins – è una dipendenza a tutti glieffetti, paragonabile a quella di un tossicodipendente. Il petrolio è forse ildono più grande che ci ha fatto il pianeta, qualcosa che ci consente di scaldarciquando abbiamo freddo e senza devastare le foreste; di spostarci dal paesello evedere il mondo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_AwTa-KZnWPY/TA9njsdNTHI/AAAAAAAADqA/ZJupPrc67Ts/s1600/Rivestiti.jpg" target="_blank"></a><a href="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/Rivestiti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-603" title="Rivestiti" src="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/Rivestiti-150x150.jpg" alt="Rivestiti" width="150" height="150" /></a>Il nostro rapporto con i<strong>combustibili fossili</strong> – afferma Rob Hopkins – è una dipendenza a tutti glieffetti, paragonabile a quella di un <strong>tossicodipendente</strong>. Il petrolio è forse ildono più grande che ci ha fatto il pianeta, qualcosa che ci consente di scaldarciquando abbiamo freddo e senza devastare le foreste; di spostarci dal paesello evedere il mondo, oltre che migliorare i commerci liberandoci del carro coibuoi; di produrre plastiche e fondere metalli permettendo una tecnologia maivista prima e che ci facilita la vita in ogni modo.</p>
<p>Tutto questo è destinato gradualmentea <strong>ridimensionarsi</strong>, poiché le risorse non rinnovabili non durano in eterno e lacrescita infinita non è sostenibile. Crisi ambientale, energetica, economica,si fondono assieme.</p>
<p>Occorre uno sforzo culturale immane per immaginare fin daora che, <strong>senza il riciclo spinto dei materiali</strong> e la transizione massiccia versole energie alternative, il pianeta semplicemente non può sostenere il “lussosfrenato” al quale ci siamo abituati.</p>
<p>E’ per contribuire a formare questa <em>“mentalità del riciclo”</em> che <strong>Domenica 13 Giugno</strong>, presso la sala <strong>EX-MACELLO di Cesena</strong> in via Mulini (<a href="http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=112747343072326929115.000488965dd94070af2bd&amp;ll=44.143244,12.239896&amp;spn=0.006814,0.016512&amp;z=17&amp;iwloc=00048896612aa98347d1e" target="_blank">mappa</a>), dalle 17 alle 22, sisvolgerà la prima edizione cittadina dell’evento <strong>“RIVESTITI, RIUSAMI,RIGIOCAMI”</strong>, organizzata dal Movimento Impatto Zero con il patrocinio del Comunedi Cesena. Porta i tuoi <strong>vestiti inutilizzati</strong>, i tuoi oggetti non più utili, ituoi giochi destinati alla discarica, potrai barattarli con altri vestiti, altrioggetti, altri giochi, in una atmosfera divertente e solidale.</p>
<p>L’iniziativa èrivolta ai tanti che condividono la stessa voglia di mettere in pratica alcune<strong>piccole azioni quotidiane</strong>per migliorare il nostro rapporto con l’ambiente e alcontempo fronteggiare la crisi. E’ gradita la partecipazione di Bambini epersone di ogni età.</p>
<p>All’interno dell’evento avverrà la proiezione deldocumentario inedito <strong><em>“Vivere senzapetrolio. L’esperienza di Cuba”</em></strong> edito da MacroVideo. Il 13 Giugno, dalleore 17 alle ore 22 presso l’Ex-Macello di Cesena, il “RIVESTITI, RIUSAMI,RIGIOCAMI” è un appuntamento davvero da non perdere.</p>
<p>Tutto il materialerimanente verrà devoluto al <strong>campo Emmaus</strong> di Cesena.</p>
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		<title>CELLULARI E TUMORI …… IL RISCHIO C’E’</title>
		<link>http://www.clan-destino.it/2010/06/cellulari-e-tumori-%e2%80%a6%e2%80%a6-il-rischio-c%e2%80%99e%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 09:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrosmog]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste una relazione tra uso di telefoni mobili (compresi i cordless) e aumento del rischio di tumori cerebrali e al nervo acustico, lo riconfermano Hardell e Levis, ricercatori indipendenti.
Mentre dal Progetto Interphone escono dati tranquillizzanti soprattutto in quanto gli studi sono condotti per pochi anni (3-5). Ma la situazione cambia radicalmente se questi dati vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste una relazione tra uso di telefoni mobili (compresi i cordless) e aumento del rischio di tumori cerebrali e al nervo acustico, lo riconfermano Hardell e Levis, ricercatori indipendenti.<br />
Mentre dal Progetto Interphone escono dati tranquillizzanti soprattutto in quanto gli studi sono condotti per pochi anni (3-5). Ma la situazione cambia radicalmente se questi dati vengono rianalizzati tenendo conto di ovvie considerazioni. Se si considerano i dati relativi a persone con almeno 10 anni di latenza (dall’inizio dell’uso dei telefoni mobili) e i soli tumori ipsilaterali (sviluppati sullo stesso lato della testa sul quale viene abitualmente appoggiato il telefonino) il rischio aumenta quasi del doppio.<br />
Il effetti se si cerca dopo 3 o 5 anni un tumore che ha bisogno di almeno 10 anni o più di latenza per potersi sviluppare …….. è facile non trovare niente !<br />
Poi considerando che il Progetto Interphone e “cofinanziato per più del 50% dal Mobile Manufacturers Forum (l’ente che accorpa 12 tra le principali industrie di telefonia mobile)”, come sotto ben evidenziato, diventa ancora più facile non trovare niente!</p>
<p><a style="color: #5797b0;" href="http://isdepalermo.ning.com/profiles/blogs/angelo-levis-cellulari-e-1?xg_source=activity" target="_blank">http://isdepalermo.ning.com/profiles/blogs/angelo-levis-cellulari-e-1?xg_source=activity</a></p>
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		<item>
		<title>Russi: inceneritori, diossine e conseguenze sulla salute</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 09:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biomasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.clan-destino.it/?p=596</guid>
		<description><![CDATA[Parte 1 di 7

Parte 2 di 7

Parte 3 di 7

Parte 4 di 7

Parte 5 di 7

Parte 6 di 7

Parte 7 di 7

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte 1 di 7<br />
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<p>Parte 2 di 7<br />
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<p>Parte 3 di 7<br />
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<p>Parte 4 di 7<br />
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<p>Parte 5 di 7<br />
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<p>Parte 6 di 7<br />
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<p>Parte 7 di 7<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="384" height="318" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://blip.tv/play/AYHlwkEA" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="384" height="318" src="http://blip.tv/play/AYHlwkEA" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>ENERGIA: A BREVE DECRETI PER STOP A PRIME CONVENZIONI CIP6</title>
		<link>http://www.clan-destino.it/2010/06/energia-a-breve-decreti-per-stop-a-prime-convenzioni-cip6/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 06:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIP 6]]></category>

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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 7 giu &#8211; A breve dovrebbero essere chiusi i contratti e
arrivare i primi stop alle convenzioni con i produttori di elettricita&#8217;
CIP6, l&#8217;energia incentivata perche&#8217; &#8221;assimilabile&#8221; alle rinnovabili.
Secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier, i primi decreti del
Ministero dello Sviluppo Economico per la chiusura di alcune
convenzione degli impianti CIP6 a gas saranno pronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/cip6bass-thumb-190x219-1828.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-584" title="cip6bass-thumb-190x219-1828" src="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/cip6bass-thumb-190x219-1828.gif" alt="cip6bass-thumb-190x219-1828" width="157" height="181" /></a>(ASCA) &#8211; Roma, 7 giu &#8211; A breve dovrebbero essere chiusi i contratti e<br />
arrivare i primi stop alle convenzioni con i produttori di elettricita&#8217;<br />
CIP6, l&#8217;energia incentivata perche&#8217; &#8221;assimilabile&#8221; alle rinnovabili.<br />
Secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier, i primi decreti del<br />
Ministero dello Sviluppo Economico per la chiusura di alcune<br />
convenzione degli impianti CIP6 a gas saranno pronti per la fine di<br />
giugno mentre entro il 2010 potrebbero essere chiusi quelli per le<br />
centrali alimentate con combustibili piu&#8217; &#8221;difficili&#8221; come gli scarti di<br />
raffineria.<br />
Dopo il decreto di fine 2009 che prevedeva la possibilita&#8217; di chiudere<br />
anticipatamente le convenzioni &#8221;c&#8217;e&#8217; stata un&#8217;adesione pressoche&#8217;<br />
completa &#8211; apprende l&#8217;Asca da fonte qualificata &#8211; tutti i produttori con<br />
convenzioni in essere hanno presentato la loro manifestazione<br />
d&#8217;interesse per verificare la possibilita&#8217; di aderire. In questa fase il<br />
Ministero sta conducendo gli approfondimenti necessari per stabilire<br />
alcuni parametri del decreto e per quantificare i corrispettivi da<br />
riconoscere per la chiusura anticipata delle convenzioni&#8221;.<br />
&#8221;Le difficolta&#8217; &#8211; prosegue &#8211; sono legate alla numerosita&#8217; degli impianti<br />
ed alla loro diversita&#8217;. Per questo abbiamo deciso di partire con quelli<br />
alimentati a gas che sono piu&#8217; semplici da gestire nella trattativa e piu&#8217;<br />
omogenei tra loro. Oltre a questo bisogna considerare che il decreto<br />
stabilisce un percorso volontario quindi bisogna arrivare a termini<br />
condivisi con i produttori per chiudere i contratti&#8221;. &#8221;Con alcuni<br />
produttori siamo in fase conclusiva, con altri ancora in fase iniziale<br />
ma nel corso del mese si auspica ci possano essere i decreti con le<br />
condizioni per chiudere i primi impianti&#8221;.<br />
Ci vorra&#8217; piu&#8217; tempo per chiudere gli accordi con i petrolieri perche&#8217; gli<br />
impianti usciti dal Cip6 dovranno conque restare in esercizio per<br />
provvedere allo smaltimento dei combustibili di scarto della raffineria.<br />
Sul fronte dei costi &#8216;&#8217;sicuramente ci sara&#8217; un risparmio sulle bollette&#8221;<br />
rispetto ad andare avanti con le convenzioni fino alla loro scadenza<br />
(l&#8217;ultima termina nel 2020). Anche se nella trattativa con i produttori<br />
&#8221;non si puo&#8217; essere troppo stretti perche&#8217; il decreto e&#8217; su base<br />
volontaria e il singolo produttore puo&#8217; sempre ritirarsi se i termini non<br />
lo convincono&#8221;.<br />
Ancora &#8221;difficile&#8221; fare una stima sul risparmio finale in bolletta perche&#8217;<br />
&#8221;gli indennizzi di chiusura anticipata del contratto vengono fissati caso<br />
per caso&#8221;.<br />
Il problema e&#8217; far si&#8217; che anche in caso di risoluzione delle<br />
convenzioni ci sia un&#8217;adeguata &#8216;&#8217;spalmatura&#8221; degli oneri da<br />
recuperare in bolletta,.<br />
Per questo il versamento di questi corrispettivi &#8216;&#8217;sara&#8217; posticipato a<br />
fine 2010-2011 non necessariamente in un&#8217;unica soluzione ma si<br />
pensa in due o tre rate semestrali&#8221;.<br />
Anche in questo caso, pero&#8217;, l&#8217;onere rischia di essere eccessivo e<br />
allora la soluzione &#8216;&#8217;sempre per evitare un impatto forte in bolletta<br />
potrebbe essere quella di prevedere piani finanziari specifici per<br />
pagare gli indennizzi ai produttori&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Bioedilizia, nasce Edilpaglia l&#8217;associazione</title>
		<link>http://www.clan-destino.it/2010/06/bioedilizia-nasce-edilpaglia-lassociazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[01 - News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Bioedilizia, nasce Edilpaglia l&#8217;associazione che aiuta a costruire case con  balle di paglia

tramite ecoblog di Marina il 01/06/10
Finalmente arriva Edilpaglia associazione che metterà un po’ di ordine nella bioedilizia settore costruzione case con balle di paglia. La paglia aiuta a raggiungere elevata efficienza energetica, comfort ambientale e non ultimo sono case completamente sostenibili. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin: 0.25em 0pt 0pt;">
<div><a href="http://feeds.blogo.it/%7Er/ecoblog/it/%7E3/jDEiOs-rvrA/bioedilizia-nasce-edilpaglia-lassociazione-che-aiuta-a-costruire-case-con-balle-paglia" target="_blank"><a href="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/pinning.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-560" title="pinning" src="http://www.clan-destino.it/wp-content/uploads/2010/06/pinning-300x207.jpg" alt="pinning" width="300" height="207" /></a>Bioedilizia, nasce Edilpaglia l&#8217;associazione che aiuta a costruire case con  balle di paglia</a></div>
</h2>
<div style="margin-bottom: 0.5em;">tramite <a href="http://www.ecoblog.it/" target="_blank">ecoblog</a> di Marina il 01/06/10</div>
<p>Finalmente arriva <a href="http://www.edilpaglia.it/" target="_blank">Edilpaglia</a> associazione che metterà un po’ di ordine nella <a href="http://www.ecoblog.it/tag/bioedilizia" target="_blank">bioedilizia</a> settore costruzione case con balle di paglia. La paglia aiuta a raggiungere elevata efficienza energetica, comfort ambientale e non ultimo sono case completamente sostenibili. In <a href="http://www.habitat-ecologique.org/paille1.php" target="_blank">Francia è uno dei sistemi di costruzione più seguiti</a> che vanta perciò una struttura organizzativa diramata e efficiente:a oggi sono state costruite 691 case.</p>
<p>Diversa la sitiazione nel nostro Paese dove le balle di paglia possono essere usate solo per tamponamento perimetrale poiché secondo le <a href="http://www.cslp.it/cslp/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=66&amp;Itemid=20" target="_blank">Norme tecniche per le costruzioni</a> non è previsto l’uso delle balle di paglia con funzione portante.</p>
<p>Edilpaglia perciò è al lavoro sia per ottenere l’attestato di idoneità tecnica all’impiego di balle di paglia sia per realizzare un consorzio che produca balle di paglia certificate e adatte all’edilizia.</p>
]]></content:encoded>
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