PETIZIONE PRESENTATA DA PIÙ CITTADINI

a norma del Regolamento sulle libere forme associative

PETIZIONE POPOLARE DI CITTADINI RESIDENTI NELLA PROVINCIA DI FORLI-CESENA

al Presidente della Provincia di Forlì-Cesena

I sottoscritti cittadini residenti nella Provincia di Forlì-Cesena

CON LA PRESENTE PETIZIONE

CHIEDONO

a codesta Amministrazione l’attivazione di tutti gli strumenti previsti dalla Legge in suo possesso, per

PORTARE ALMENO AL 50% ENTRO UN ANNO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, FINALIZZATA AL RICICLAGGIO, DEI MATERIALI CONTENUTI NEI RIFIUTI SOLIDI URBANI

A sostegno di quanto sopra, si espongono le seguenti considerazioni in merito alla situazione della Provincia di Forlì-Cesena, che rispecchia quella dei singoli Comuni, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti.

  1. La gestione dei rifiuti in questa Provincia è “fuorilegge”, perché non rispetta la normativa vigente: la legge Ronchi (Dlgs 22/97), che prevede il raggiungimento della quota minima del 35 % di raccolta differenziata entro il 2003 (oggi, anno 2004, si raggiunge il 18,6 %, dati Min. Ambiente) e la Legge Regionale che prevede il raggiungimento del 40%.

  2. L’assenza di discussione, definizione ed attuazione da parte degli enti pubblici (regione, provincia, comuni) in merito a una seria politica di prevenzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani ha comportato un monopolio decisionale e gestionale da parte dell’azienda che gestisce lo smaltimento dei rifiuti, HERA S.p.a.. Questa situazione, in quanto fallimentare, porterebbe alla necessità di costruire una nuova linea di incenerimento dei rifiuti solidi urbani e speciali da 170.000 tonn/anno e lo stesso responsabile di ciò, la Hera Spa, vorrebbe convincerci della bontà e della ineluttabilità di tale “soluzione”.

  3. Il portare la raccolta differenziata ai livelli richiesti (che per Regioni come il Veneto sono ormai il riferimento usuale) renderebbe immediatamente inutile la costruzione della nuova linea di incenerimento richiesta da Hera, di cui è stato avviato procedimento autorizzativo.

  4. La raccolta differenziata deve essere impostata in modo da consentire ai cittadini una corretta separazione dei materiali, evitare conferimenti impropri e permettere l’applicazione della tariffa “puntuale”, in relazione alla effettiva produzione dei singoli cittadini. L’unico sistema valido in questa direzione, come evidenziato da numerose esperienze (Comuni che raggiungono il 70-80% di differenziato, es. Castelfranco, TV), è la raccolta “porta a porta”.

  5. Ogni cittadino può contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, se gliene si dà l’opportunità, effettuando in maniera corretta la raccolta differenziata, impegnandosi nella RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE dei rifiuti e pretendendo lo stesso da parte degli enti pubblici (a partire da una intelligente gestione degli appalti di beni e servizi).

  6. Il RIUTILIZZO, il RICICLAGGIO ed il RECUPERO di materia prima rappresentano la via giusta da percorrere ed un enorme risparmio energetico e sono da anteporre allo smaltimento mediante incenerimento. Ricordiamo che la Corte di Giustizia Europea ha chiaramente sancito che l’incenerimento dei rifiuti in un impianto “dedicato” non può essere considerato come “recupero” nemmeno sotto il profilo energetico.

  7. La raccolta differenziata “porta a porta” richiede un limitato sforzo sia da parte delle Amministrazioni che dei cittadini, ma farebbe evitare alla cittadinanza intera un aumento ingiustificato di emissioni in atmosfera estremamente pericolose quali le diossine ed altri prodotti della combustione difficilmente identificabili e non eliminabili completamente mediante filtri di qualsivoglia tipo. Per non dire dell’inquinamento prodotto dai cicli produttivi per produrre nuovamente i materiali ed i beni che verrebbero inceneriti anziché riciclati.

  8. Ricordiamo che l’inceneritore può essere definito come un “concentratore di inquinanti”.

  9. In un sistema dove “vigono le leggi di mercato” i “clienti”, cioè i cittadini, hanno diritto di pretendere un servizio rispondente alle loro aspettative, e quindi che venga attuato quanto previsto dalla Legge. Nei Comuni dove si effettua la raccolta differenziata in maniera adeguata, inoltre, si sono ridotte notevolmente le tariffe sul servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (ad esempio nel bacino di Padova Nord).

  10. Bisogna saper sfruttare le esperienze già collaudate da altre Regioni Italiane dove, aumentando la raccolta differenziata si è avuta una diminuzione del rifiuto secco, una diminuzione dei costi di smaltimento ed un aumento dei ricavi dal riciclaggio dei rifiuti.

Ritenendo tali argomentazioni di rilevante interesse per l’intera collettività residente nei Comuni della Provincia di Forlì-Cesena, si attente un positivo riscontro.

I sottoscritti residenti della Provincia di Forlì-Cesena.

Ai sensi dell’art. 10 della legge n. 675/96 informiamo che i Vs. dati sono da noi gestiti in modo lecito e secondo correttezza, con l’esclusiva finalità dello svolgimento della Petizione in oggetto. Informiamo che il titolare dei dati è la Scrivente e che potete avvalerVi dei diritti sanciti dall’art. 13 della citata Legge.

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